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E tu, bruxi?

Vi è mai capitato di svergliarvi al mattino con una forte sensazione di fastidio in bocca? Le mascelle indolenzite, i denti doloranti?

Il primo pensiero è che sia tutto dovuto ad una carie. E invece, molto spesso, si tratta di un altro fenomeno: il bruxismo, ovvero di una condizione per cui, durante la notte, si digrignano i denti, serrando le mandibole e contraendo quindi tutta la muscolatura che serve per masticare. Tutto avviene inconsciamente e quasi sempre nel sonno. Tuttavia, nei casi più seri, può accadere anche durante il giorno.

IL BRUXISMO
La maggior parte delle persone non sono neanche consapevoli di soffrire di tale disturbo che pure può causare danni notevoli a varie strutture dell’organismo. Il paziente, finché non si sottopone ad una tradizionale visita, non può sapere di soffrire di questa particolare malattia. L’unico aiuto possibile può arrivare da partner, coinquilini e conviventi, che si accorgono dello strano rumore prodotto dallo sfregamento dei denti durante le ore notturne.

I SINTOMI
Ma come si riconosce il bruxismo? Possiamo individuare 8 sintomi fondamentali:
  • mal di testa ingiustificato;
  • dolore alle orecchie;
  • sensazione di avere uno solo o entrambe le orecchie tappate;
  • vertigini;
  • difficoltà di deglutizione;
  • difficoltà ad aprire del tutto la bocca;
  • denti più sensibili del solito al caldo e al freddo;
  • dolore alla colonna cervicale.


  • Digrignare i denti, cioè farli strisciare o sfregare gli uni contro gli altri, comporta una notevole usura della dentatura, che col tempo si consuma. Se invece prevale il serramento dentale, cioè l’atto di stringere forte i denti tra loro, l’usura è minore, però si formano delle piccole filature dello smalto dei denti, cioè delle spaccature dovute alla pressione. Si possono anche verificare delle fratture dei denti e delle protesi, oppure la perdita frequente di otturazioni o di capsule o ponti che si decementano.

    Il bruxismo crea soprattutto un notevole affaticamento della muscolatura masticatoria non concedendole tempo per rilassarsi. Infatti, i muscoli della masticazione dovrebbero essere attivi per circa 1, 2 ore al giorno per masticare i cibi durante i pasti, oltre ad una minima attività durante il resto del giorno per parlare e deglutire. Per il resto dovrebbero aver modo di riposare. Se invece una persona soffre di bruxismo, i muscoli vengono attivati continuamente, soprattutto durante la notte, quando dovrebbero riposare, e, come qualsiasi altro muscolo del corpo, si affaticano e diventano dolenti. Questo affaticamento si può estendere anche ai muscoli del collo e delle spalle, dando origine a forme di mal di testa soprattutto al risveglio.

    La causa del bruxismo non è nota, per quanto ci siano alcune teorie sulla sua origine. Alcuni studi suggeriscono che il bruxismo sia legato allo stress, e in alcune persone questo sembra essere vero perché loro stessi notano questa associazione. Ovviamente in questi casi è utile utilizzare tecniche di rilassamento, come lo yoga, la meditazione e il training autogeno, etc.

    Ci sono poi alcune malattie neurologiche che provocano la comparsa di movimenti involontari e aumentano anche l’attività dei muscoli della masticazione e quindi il bruxismo. Ovviamente in questi casi l’intervento del neurologo è indispensabile.

    Ovviamente non è possibile controllare consciamente il bruxismo notturno, perché si verifica mentre dormiamo.
    Al momento non esiste una terapia specifica per questa condizione ma vengono utilizzati degli opportuni dispositivi, detti bite, che possono essere duri o morbidi a seconda delle necessità e che proteggono di notte i denti dall'erosione.
    Tali dispositivi possono essere preparati appositamente per la persona interessata (tramite rilevazione delle impronte delle due arcate). Tali apparecchi oltre a proteggere lo smalto dall'abrasione, possono anche facilitare il ripristino di un allineamento corretto delle arcate.
    In alternativa, è possibile acquistare bite da banco che mediante un riscaldamento temporaneo si ammorbidiscono e si adattano agevolmente ai denti, per poi irrigidirsi una volta raffreddati.